La Scintilla: il fango e la furia della natura
Era il 19 giugno 1996 quando la terra e l’acqua si sono messe a parlare con una voce così potente da scuotere ogni certezza. Ero poco più che adolescente, ma quel giorno rimane impresso dentro di me come un marchio indelebile. La furia dell’alluvione dell’Alta Versilia travolgeva tutto, e io ero lì, immobile, a osservare il fango che divorava case e strade. Ricordo la famiglia di un amico, la loro casa invasa dall’acqua, e la decisione improvvisa ma naturale di offrire una mano. Ma il ricordo più vivido è quello dei miei nonni, portati in salvo da un elicottero da Volegno, un paesino sopra Cardoso. Quel rumore, quel caos, quel fango che appiccicava alle scarpe: è stato l’inizio di un percorso che avrebbe segnato la mia vita.
Quella scintilla si è trasformata in un impegno che ha attraversato anni e territori feriti. Ho camminato tra le macerie di L’Aquila nel 2009, dove la polvere si mescolava al dolore silenzioso di chi aveva perso tutto. Ho sentito il peso del fango ad Aulla, dopo che il Magra oltrepassò gli argini, nel 2011, e la forza della comunità che si rialzava insieme. Ho vissuto la fragilità e la resilienza nei terremoti di Mirandola nel 2012 e Amatrice nel 2016. Ogni emergenza mi ha dato più di quanto io potessi donare: la capacità di ascoltare, la forza di resistere, la consapevolezza che il vero aiuto nasce dalla condivisione e dal lavoro silenzioso di tanti. La Protezione Civile non è solo un dovere, è un atto di amore verso la nostra terra e le persone che la abitano.
Con il tempo, la passione si è trasformata in competenza. Ho avuto l’onore di assumere il ruolo di Responsabile Web dell’UGEM, l’Ufficio Emergenze di Massa della Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia. Non più solo mani pronte a intervenire, ma una mente attenta a formare, a organizzare, a diffondere conoscenza. Ho viaggiato in tutta Italia, incontrando nuovi volontari, diventati operatori, trasmettendo ciò che ho imparato sul campo, affinando strategie e strumenti per far sì che ogni emergenza trovi una risposta pronta e coordinata. È stato un passaggio fondamentale: da chi agisce a chi guida, sempre con l’umiltà di chi sa che la forza è nel “noi”.
Oggi guardo con orgoglio discreto chi ho avuto il privilegio di formare. Sono operatori attivi, pronti nelle loro regioni, custodi di quella stessa scintilla che mi ha acceso tanti anni fa. La Protezione Civile è un sistema di solidarietà che vive grazie a ogni persona che sceglie di essere presente, di fare la differenza nel momento del bisogno. Per me, è molto più di un ruolo o una responsabilità: è una parte profonda della mia identità, un filo invisibile che lega il passato al futuro, la terra al cielo, il singolo alla comunità. Insieme, continuiamo a costruire quel terreno solido su cui ricostruire speranza e fiducia.



