Massa perde lo status di “Città”? Tra statistica e realtà: cosa cambia davvero per il nostro territorio
Negli ultimi giorni, una notizia ha fatto sobbalzare sulla sedia molti cittadini della nostra provincia: Massa ha perso lo status di “Città“. Detto così, suona come un declassamento storico, quasi un affronto all’identità di un capoluogo che vanta secoli di storia, ducati e un ruolo centrale nella nostra costa apuana. Ma le cose stanno davvero così? Dobbiamo davvero togliere il cartello “Città di Massa” all’ingresso del territorio comunale?
Oggi voglio fare chiarezza. Indossiamo le lenti dell’obiettività e andiamo a vedere cosa c’è dietro i nuovi criteri Istat ed Europei e, soprattutto, quali sono le reali conseguenze per la nostra comunità.
Di cosa stiamo parlando? La classificazione “DEGURBA”
Nessun decreto politico ha tolto a Massa il titolo onorifico di “Città”, che resta saldamente ancorato alla storia e alla legge italiana. Quello che è cambiato è un parametro puramente statistico e urbanistico adottato dall’Eurostat (l’ufficio statistico dell’Unione Europea) e recepito dall’Istat, chiamato DEGURBA (Degree of Urbanisation, ovvero Grado di Urbanizzazione). Questo sistema suddivide il territorio europeo in tre categorie basate sulla densità di popolazione e sulla contiguità geografica delle abitazioni, calcolate su una griglia di celle di 1 km²:
1. Città( Aree densamente popolate)
2. Piccole città e sobborghi (Aree a densità intermedia)
3. Zone rurali (Aree scarsamente popolate).
A causa di recenti aggiornamenti demografici e della particolare conformazione del nostro territorio, Massa è scivolata dalla prima alla seconda categoria, venendo classificata come “Town and Suburb” (Piccola città/sobborgo).
Perché Massa è stata “declassata”? Una questione di geografia
Il motivo di questo passaggio non è un mistero e non deve stupire chi vive il territorio ogni giorno. Massa non è una metropoli compatta e cementificata. Al contrario, ha una struttura geografica straordinaria ma complessa: si estende dal mare fino alle vette delle Alpi Apuane. La popolazione (circa 66.000 abitanti) non vive concentrata in un unico, immenso centro urbano ad altissima densità. È invece distribuita tra la fascia costiera (Marina di Massa), il centro storico, le frazioni di pianura e i numerosi, bellissimi paesi montani e collinari. Questa frammentazione e dispersione della popolazione fa sì che, sulla “griglia” statistica dell’Unione Europea, Massa non raggiunga i parametri di densità necessari per essere considerata una “City” (dove almeno il 50% della popolazione deve vivere in cluster urbani ad alta densità).
Cosa cambia concretamente? Tra fondi europei e programmazione
Se dal punto di vista dell’orgoglio locale la notizia può pungere, la vera domanda che dobbiamo farci è: quali sono le conseguenze pratiche? La classificazione DEGURBA non è un mero esercizio di stile per statistici annoiati; ha un peso politico ed economico enorme, soprattutto quando si parla di fondi europei e finanziamenti del PNRR.
L’accesso ai bandi:
Molti finanziamenti dell’Unione Europea e della Regione Toscana vengono distribuiti in base alla classificazione del territorio. Essere considerati “piccola città/sobborgo” anziché “grande città” cambia le linee di finanziamento a cui Massa può accedere.
Le opportunità:
Questo cambiamento non è necessariamente un male. Se da un lato esclude Massa da alcuni fondi riservati esclusivamente alle grandi aree urbane metropolitane, dall’altro le apre le porte a bandi specifici per la rigenerazione dei territori intermedi, la transizione ecologica delle aree suburbane e il sostegno alle aree montane e interne.
La pianificazione dei servizi:
Questo dato fotografa una realtà che la politica locale deve affrontare: la necessità di trasporti e servizi efficienti per una popolazione dispersa su un territorio vasto e morfologicamente complesso.
In conclusione, nessuna perdita d’identità, posso rassicurare tutti: Massa non ha perso la sua importanza, né il suo ruolo di capoluogo di provincia. La sfida, adesso, si sposta sui tavoli della progettazione politica e amministrativa. Capire come l’Europa ci vede attraverso i numeri è fondamentale per non perdere i treni dello sviluppo economico. La classe politica locale dovrà essere brava a “cucire” i progetti di sviluppo su questa nuova veste di territorio intermedio, valorizzando proprio quella straordinaria biodiversità urbana che va dal mare ai monti.
E tu cosa ne pensi? Credi che questa classificazione rispecchi la realtà di Massa o pensi che i criteri europei siano troppo rigidi per comprendere la complessità dei nostri territori? Scrivilo nei commenti!



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